UN’ALLEANZA CHE DIVENTA INFRASTRUTTURA SOCIALE:
IMPRESE, FONDAZIONI E ISTITUZIONI AL LAVORO PER RENDERE L’IMPATTO PIÙ ACCESSIBILE E SCALABILE
Agli Open Innovation Days di ELIS, 25 organizzazioni hanno avviato un percorso comune per trasformare esperienze già attive in un modello condiviso. Tra i segnali più rilevanti: la presenza del MIMIT e il lavoro dei procurement, sempre più centrali nell’orientare le filiere verso il valore sociale.
A Villa Fassini, il confronto tra profit, non profit e pubblico diventa un cantiere operativo con un orizzonte di 90 giorni

Organizzato e facilitato da ELIS Social Innovation nell’ambito degli Open Innovation Days - 10 e 11 giugno 2026
Da workshop a cantiere: il percorso dell’alleanza
Non un convegno, ma un passaggio di fase. Il workshop promosso da ELIS Social Innovation durante gli Open Innovation Days ha riunito 25 organizzazioni tra corporate, fondazioni, imprese impact, istituzioni e università con un obiettivo preciso: capire come trasformare esperienze già attive in un’alleanza capace di generare impatto più accessibile, misurabile e scalabile.
Il punto di forza del percorso è che non parte da zero: si innesta su programmi già avviati che negli ultimi mesi hanno costruito reti, metodo, relazioni e primi spazi di sperimentazione. Su questa traiettoria si inseriscono iniziative come Includere per Crescere, Social Innovation Trail, IMPULSO e Foundation Open Factory, programmi che hanno già aperto un terreno concreto di lavoro su inclusione, procurement trasformativo, scaling e collaborazione tra attori diversi. Il workshop ha avuto il merito di connettere questi filoni dentro una prospettiva comune: non sommare progetti, ma costruire una direzione condivisa. Da qui la scelta di darsi un orizzonte di 90 giorni per passare dal confronto a un primo pre-design operativo.
Tra i segnali più rilevanti emersi a Villa Fassini c’è la presenza del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che porta nel percorso una cornice istituzionale importante: non soltanto attenzione al tema, ma la possibilità di collegare il lavoro dell’alleanza a un confronto più ampio su policy, criteri e strumenti di sostegno. Accanto a questo, pesa il lavoro già avviato dai procurement, che in questi mesi hanno contribuito a spostare il dibattito dall’inclusione come tema valoriale all’inclusione come leva concreta di trasformazione delle filiere. È qui che il percorso compie un salto: quando il valore sociale entra nelle logiche di acquisto, di partnership e di selezione dei fornitori, l’impatto smette di essere un’intenzione e diventa infrastruttura.
Dal confronto è emersa una priorità chiara: lavorare su modelli più accessibili e scalabili, capaci di superare la frammentazione e di mettere a sistema ciò che già esiste. Il gruppo ha già identificato 6 aree di asset, 4 pilastri dell’alleanza e una prima agenda di 8 azioni. Ora la sfida è trasformare questa convergenza in impegni verificabili. Per questo, nelle prossime settimane, organizzazioni, fondazioni, corporate e istituzioni sono chiamate a scegliere come partecipare: entrando nel nucleo di co-design, mettendo a disposizione competenze e asset, candidando un contesto pilota o sostenendo il percorso con sponsorship e legittimazione istituzionale. La notizia, oggi, è che il cantiere è aperto. La differenza la farà chi deciderà di starci dentro davvero.