Misurare l'impatto non è più un'opzione.
Il 10 giugno, nell'ambito degli Open Innovation Days organizzati da ELIS Innovation Hub, si è tenuto un tavolo di lavoro dedicato a un tema sempre più centrale per le imprese italiane: come misurare davvero l'impatto sociale.

Intorno al tavolo aziende del consorzio ELIS, imprese sociali, startup benefit, professionisti della sostenibilità. Mondi diversi, con una domanda comune: come si fa a sapere se quello che stiamo facendo produce davvero un cambiamento?
Il problema che nessuno vuole vedere
La sostenibilità è diventata una priorità per quasi tutte le grandi aziende. Eppure i numeri raccontano una storia più complicata: il 69% dei dati ESG non è verificato in modo indipendente, e la valutazione della stessa azienda può variare fino al 70% semplicemente cambiando l'agenzia di rating. Significa che due analisti autorevoli, sugli stessi dati, possono arrivare a conclusioni radicalmente diverse.
Il risultato? La sostenibilità viene vissuta più come un obbligo di comunicazione che come una leva strategica. Si rendiconta perché lo chiede la normativa, non perché si vuole davvero capire cosa si sta generando.
Il trade-off che nessuno dice ad alta voce
C'è un tema che nei convegni sulla sostenibilità si evita spesso: fare impatto costa. Non sempre, ma nella maggior parte dei settori industriali esiste un trade-off reale tra rendimento economico e impatto sociale. Per aggiungere un punto di impatto, si cede una quota di rendimento.
Il win-win esiste, ma è limitato a pochi comparti: economia circolare, efficientamento energetico, nutraceutica. Per tutti gli altri, la domanda vera è: quanto siamo disposti a cedere, e lo abbiamo detto chiaramente ai nostri azionisti?
Un piano di sostenibilità che non risponde a questa domanda rimane, per usare le parole emerse durante il tavolo, "un libro dei sogni".
I nostri strumenti per governare l'impatto
Governare l'impatto non significa dichiarare buone intenzioni. Significa dotarsi di strumenti concreti, misurabili e progressivi. Il modello sviluppato da ELIS e Open Impact si articola in quattro fasi che accompagnano un'azienda dal punto di partenza fino alla rendicontazione integrata del valore generato.
Mediana di Impatto: Dove sei rispetto agli altri?
Il primo passo è una fotografia oggettiva. La Mediana di Impatto analizza la documentazione di sostenibilità e la comunicazione dell'azienda, confrontandola con quella dei propri pari di settore. Il risultato è un valore sintetico che misura la distanza tra la posizione attuale e la mediana del settore: non una pagella, ma una bussola. Da qui emerge il bisogno di impatto specifico di ogni organizzazione — il gap da colmare, concreto e prioritizzabile.
Impact Marketplace: Con chi puoi farlo?
Una volta identificato il bisogno, il passo successivo è capire come colmarlo. L'Impact Marketplace individua le realtà — imprese sociali, startup impact, cooperative, organizzazioni del terzo settore — con cui l'azienda può collaborare per aumentare in modo significativo l'impatto generato. Non si tratta di filantropia: è un modello di co-produzione di valore, in cui domanda e offerta di impatto si incontrano su basi concrete e misurabili.
Innovation to Impact: Cosa stai generando davvero?
Questa fase è il cuore della misurazione. Attraverso la metodologia SROI (Social Return on Investment), si analizzano i risultati dei progetti e delle attività di impatto avviati, guidando l'azienda nel rendicontare e migliorare i propri obiettivi. La valutazione avviene in tre momenti: ex ante (previsione dell'impatto atteso), in itinere (monitoraggio durante il progetto) ed ex post (verifica dei risultati raggiunti). In questo modo l'impatto non è più un'affermazione, ma un dato.
Impact Accounting: Quanto vale nel tempo?
Il passaggio finale è il più ambizioso: riportare l'impatto generato "a consuntivo", aggiornando la mediana di partenza e integrando i dati nel bilancio aziendale. La direzione verso cui si muove la ricerca più avanzata (Harvard e la Copenhagen Business School tra le altre) è quella di un bilancio integrato che tratti l'impatto come un asset reale del patrimonio aziendale. Un'azienda ad alto impatto vale di più: non solo perché è più attraente per talenti e investitori, ma perché il valore generato per la comunità diventa parte del valore dell'impresa stessa.
Le classifiche stanno cambiando.
La desiderabilità delle imprese anche.
Il Comitato Impact
ELIS Innovation Hub e Open Impact hanno proposto ai partecipanti di proseguire questo percorso insieme, attraverso un Comitato Impact: un tavolo permanente per co-costruire standard condivisi, sperimentare strumenti di misurazione e condividere esperienze reali.
Non una certificazione calata dall'alto.
Non una gara a chi è più sostenibile.
Un processo di apprendimento collettivo, che parte dalla consapevolezza che nessuno ha ancora tutte le risposte e che costruirle insieme è l'unico modo per renderle credibili.
Vuoi partecipare?
Il Comitato Impact è aperto. Il prossimo incontro è in programma per luglio 2026. Se sei un'azienda, un'impresa sociale o un professionista che vuole contribuire a costruire questo linguaggio comune!