Open Innovation Days | Tavolo di lavoro Impact

Misurare l'impatto non è più un'opzione.

Il 10 giugno, nell'ambito degli Open Innovation Days organizzati da ELIS Innovation Hub, il keynote «Il Sismografo» ha proposto una tesi tanto semplice quanto misurabile: i bisogni di innovazione che le grandi aziende industriali esprimono oggi anticipano, con 18-36 mesi di anticipo, le scelte del venture capital di domani.

«Il Sismografo»: la tesi del keynote agli Open Innovation Days.

Davanti a una platea di corporate, fondi, istituzioni, università e startup, ELIS Open Innovation ha presentato i risultati del proprio osservatorio sui cluster tematici dell'innovazione industriale italiana: oltre otto anni di ascolto strutturato, 3.290 bisogni raccolti, 18 cluster tecnologici e 201 proof of concept con le corporate, completati nel 96,2% dei casi.

01 Un sismografo per l'innovazione industriale

Il punto non è quanti bisogni vengono raccolti, ma quando emergono. La serie storica dei business need non è un archivio: è uno strumento di lettura anticipata del mercato. Un sismografo che registra le scosse dell'industria prima che diventino terremoto — e che ELIS aggiorna, dati alla mano, da più di otto anni.

02 Quando i bisogni anticipano il capitale

Il caso della decarbonizzazione lo mostra con chiarezza: i bisogni raccolti da ELIS toccano il picco nel 2023 (125 need, il 18% dell'intero database). Due-tre anni dopo, nel 2025, Energia & Ambiente diventa il secondo settore del venture capital italiano — per la prima volta nella storia del VeM. Il capitale insegue la domanda industriale con un ritardo misurabile.

Il caso decarbonizzazione: i bisogni ELIS (colonne) anticipano la quota di Energia & Ambiente nel venture capital (linea).

E non è un caso isolato: lo stesso schema si ripete su tre cluster a stadi di maturità diversi. La decarbonizzazione (ciclo completato), la cybersecurity (in conferma: i bisogni esplodono con la direttiva NIS2, e nel 2025 Exein raccoglie 170 milioni, vertice cyber europeo) e lo Space & Deep Tech (emergente, con il tasso di attivazione più alto del database).

Lo stesso schema su tre cluster a stadi di maturità diversi: decarbonizzazione, cybersecurity, space & deep tech.

03 Dal denaro facile alla validazione

Il 2025 ha segnato la massa critica del mercato italiano: 2,2 miliardi di euro di venture capital di filiera early stage, record storico assoluto (+16% sul 2024) e una crescita di 3,8 volte in cinque anni, con follow-on (+47%) e ticket medi (+44%) in aumento.

Il venture capital di filiera early stage in Italia: 2,2 miliardi di euro nel 2025, record storico.

Poi, nel primo trimestre 2026, qualcosa è cambiato: le operazioni di venture capital crollano del 50% (53 round, il minimo degli ultimi cinque anni), i round seed e pre-seed del 68%. Il capitale non è sparito — 367 milioni sono stati comunque investiti — ma è diventato più esigente. Non finanzia più solo le idee: finanzia ciò che industrialmente viene validato.

Primo trimestre 2026: meno operazioni, capitale concentrato su ciò che è già validato.

04 L'onda: capitale paziente e regole come motori

All'orizzonte si formano due motori strutturali. Il primo è il capitale paziente: per legge (L.193/2024 e DL 95/2025), casse di previdenza e fondi pensione inizieranno a investire una quota crescente nel venture capital — 3% nel 2025, 5% nel 2026, 10% nel 2027 — per un potenziale fino a 2 miliardi di euro di capitale stabile entro il 2027. Un capitale a orizzonte lungo, che proprio per questo cercherà deal flow validato industrialmente: startup con PoC completati, corporate anchor reali, KPI misurabili.

La leva sistemica: fino a 2 miliardi di capitale paziente previdenziale per il VC italiano entro il 2027.

Il secondo motore è la regolamentazione: ogni nuova norma europea genera un mercato. L'AI Act sta facendo crescere i bisogni su LegalTech e RegTech, la NIS2 ha acceso il mercato cyber, la CSRD l'economia circolare. Mercati che si vedono nascere prima, come bisogni, sui tavoli delle aziende.

05 La risposta: il PoC come snodo, la filiera come metodo

Se il mercato premia ciò che è validato, allora il proof of concept non è il traguardo: è lo snodo che porta dall'idea all'industrializzazione. Una pipeline pensata per scalare — R&D e trasferimento tecnologico, PoC, scaling industriale, go-to-market, exit — in cui ogni passaggio prepara il successivo. E nessun passaggio si compie da soli: il valore nasce da una filiera che mette insieme corporate, startup, istituzioni, università e fondi.

La pipeline del valore: il PoC non è il traguardo, ma lo snodo verso l'industrializzazione.

La frontiera è investire alla fonte. Il trasferimento tecnologico, storicamente l'anello più debole in Italia, nel 2025 ha già raccolto 592 milioni di euro: è lì che la ricerca diventa impresa, ed è lì che ELIS sta costruendo gli strumenti — anche finanziari — per non perdere valore all'origine.

Investire alla fonte: il trasferimento tecnologico in Italia ha raccolto 592 milioni nel 2025.

06 I vostri bisogni sono già un asset

La conclusione del keynote è anche un invito: i bisogni di innovazione che le aziende esprimono ogni giorno non sono un costo, ma un asset. La domanda è chi li sa leggere. Con OneSquare, ELIS Open Innovation offre a corporate, fondi, istituzioni, università e startup l'infrastruttura per trasformare quella domanda in imprese.

       Vuoi scoprire quali business need stiamo raccogliendo per il 2026 i segnali                          anticipatori del venture capital del 2028? 

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Keynote a cura di 

Andrea Scarano

Startup Accelerator Program Manager 
Innovation Enthusiast
Driving Growth & Success for Early-Stage Ventures 

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